Wolff, ordini e polemiche “Lo stop a Bottas? Hamilton aveva problemi”

Toto Wolff. LaPresse

Toto Wolff. LaPresse

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Nel dopo gara del GP di Sochi non tiene tanto banco la vittoria di Hamilton che lo proietta a 50 punti di vantaggio su Vettel, 3°, nel mondiale, quanto le modalità con cui è maturata. Con il lasciapassare di Bottas, che a metà gara ha dato strada al compagno e fatto storcere il naso ai puristi delle competizioni, tirando in ballo l’opportunità degli ordini di squadra, soprattutto se così plateali. Pratica non vietata, è bene ricordarlo, come in passato quando si ricorreva ad artifizi vari per consentire il sorpasso del pilota meglio piazzato per il mondiale. Ne sa qualcosa la Ferrari con Schumacher-Barrichello in Austria 2002, ma anche in Germania 2010 con Alonso-Massa, senza tralasciare tutte le volte in cui lo stesso Bottas ha agevolato nel suo biennio in Mercedes Hamilton: valgano su tutti gli esempi del Montmelò 2017, o di Monza poche settimane fa.

la dinamica — È lo stesso Toto Wolff nel dopo gara a spiegare la dinamica della decisione: “Abbiamo deciso di cambiare le posizioni tra Bottas e Hamilton perché al pit-stop abbiamo perso la posizione di Hamilton su Vettel e poi Lewis dietro la Ferrari ha danneggiato le gomme. A quel punto abbiamo preferito mettere Bottas a proteggere le spalle di Hamilton piuttosto che rischiare di perdere il suo 2° posto contro Vettel. È sempre duro decidere di cambiare le posizioni in gara, ma sono cose che abbiamo visto in molte altre situazioni – dice il team principal Mercedes -. È difficile gestire situazioni del genere, ma preferisco prendere qualche critica ma guadagnare i punti. In mattinata avevamo fatto una riunione e in condizioni normali, con Bottas davanti e Hamilton dietro, saremo arrivati così al traguardo, poi i problemi di Lewis ci hanno fatto cambiare rotta. La partenza con Hamilton nella scia di Bottas? Avevamo studiato quella strategia”.


ferrari sempre forte — Infine una considerazione sulla lotta iridata: “Questo è un mondiale molto difficile, abbiamo contro un rivale, la Ferrari, che ha reso la lotta molto dura: è sempre stata forte, anche se la situazione è altalenante. Noi siamo stati più forti qui in Russia, ma in Giappone tutto potrebbe cambiare e non è ancora finita”.

 Gasport 

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